mercoledì 25 luglio 2007

Dedicato a Corona: l'eroe dei due mondi.

Ieri sera ho visto Matrix, per caso, per indolente insonnia. L'argomento mi serpeggiava in cuore da tempo, ma aspettavo ad esprimermi. La mia "contiguità" con la "Giustizia dei fascicoli", non quella degli ideali che è di tutti, mi frenava per ritegno. Intendo dire che non mi permetto mai giudizi su inchieste al di fuori delle aule a cio' deputate e se vi non vi ho procura. Ma è evidente che non possiamo permetterci di zittire pensiero e coscienza. Coscienza di donne, di madri, di cittadini.Debbo ammettere che quando il Ministro Di Pietro parlava di mondi diversi tra il "nostro" e quello di Corona ha dato una risposta talmente vera da risultare ovvia eppure smagliante. Io pensavo sempre esattamente la stessa cosa. Non ho sempre condiviso il dott. Di Pietro, ma l'ho forse fatto ignorando cosa egli ha veramente saputo, fatto e vissuto, con la clausola dell'ignoranza mia e nostra, atteso che tangentopoli non era una piccola giostra di paese. Forse ho istintivamente desiderato che restasse a capire, che non lasciasse la Toga. Può essere che ha capito esattamente, invece, che le questioni di costume e della regola cominciano dalla politica, e non parlo di cariche ed incarichi. Bensì di comportamenti quotidiani e sociali. Quelle cose che senti così forti, da trascendere ruoli e compiti istituzionali, ma ti vengono dalla storia, la tua, e quella di tantissimi come te. Ti vengono da una cultura che se è autentica non decade, può diventere assorta o delusa ma non traligna. Anche il direttore di Gente, settimanale legato abbastanza alla vita dei "vip" ha parlato di "mondi" senza concedere a quello di Corona. Non sono detrattore di Corona. Non vale così poco questo caso.
Lo chiamo l'eroe dei due mondi perchè rappresenta due mondi: un mondo remoto, un archè dove pure entriamo tutti i giorni, per sognare gambe belle, bei vestiti, miserie coperte, gavette nei letti, locali alla moda, paillettes e luccichii, poi danaro, tanto danaro . Spegni la TV o chiudi la rivistina, e quel mondo scompare. Resti tale e quale sei, pure peggio, resti confuso, e ti chiedi perchè tra tanto "benessere" tu fatichi. La fatica, a proposito, viene dall'altro mondo, il mondo vecchio cui appartieni tu. Le ragazzone sui libri, che portano appresso un'inutile cultura di cui difficilmente si può parlare ,perchè a volte non ha chi l'ascolti; la madre che dice alla figlia che il latino è fondamentale e che è bello passarci ore a costruirlo. E mentre lo dice lei stessa si chiede perchè lo dice, che deve dire, che deve fare, se per caso non stia imponendo quella "zavorra" di libri, di centri di lettura, di studi, discussioni, regole, ricerca di virtù e perfezioni spesso irrisolte. "Ficcare il naso", volere sapere, capire, valutare e parlare. Insomma formare cattive ragazze disposte ad ogni resistenza, pur di essere nella loro pelle ciò che sono nell'anima, nella loro cultura, nei loro percorsi sudati di esami, solitudini, amore per genitori sacrificati. E ragazze del secolo scorso, come dice Rossana Rossanda, che pare che oggi non abbiano ruoli o ragion d'essere. In quest'altro mondo però, non è vero nulla che Corona e tutto il suo mondo non c'entri. Altro che!
Per quanto la nostra resistenza un pò bacchettona non si fermi, egli, loro, stanno a pieno titolo tra noi. Quando li facciamo entrare in casa attraverso la televisione, non li tocchiamo, ma loro ci toccano. Corona, i politici, le veline, le signore senza cellulite, i calciatori protetti come capi di stato, tutti "distrattamente" accettati in casa, invitati, ogni sera, tanto li guardiamo dal divano con il filtro del telecomando! Non c'è filtro nè riparo, invece, c'è una assoluta mancanza di difesa ed una profonda cicatrice culturale, sistemata con l'omeopatico trattamento del tanto peggio tanto meglio. L'occupazione della televisione ha rappresentato e rappresenta la più sofisticata, perfetta, ineguagliabile ed indomabile forma di totalitarismo. Non c'è visibilità e forse non c'è vera (per quel che oggi è reale, cioè per citare Hegel universale,quanto la tv) esistenza per chi non vi entra. I nostri governanti hanno tanto detto che Berlusconi vinceva coi media, ed ora loro, sono sempre lì in tv, dentro cioè la nostra scatola cranica nazionale. Ma come mai hanno tanto tempo per il pettegolezzo? Scusatemi, si chiama dibattito. E dopo il dibattito, chi opera? Facessero una selezione tra chi canta e chi porta la Croce (il paragone, è azzardato)!Corona non è, e non poteva essere un imputato qualunque del nostro vecchio mondo, perchè è un eroe della televisione e di quelle cose che danno fama e danaro. Chi pagava, o sniffava, o vendeva, o ...pava, non ha nella testa la "nostra" Costituzione, non vede corone d'alloro, ma corone televisive. Ieri sera ho visto Di Pietro a volte guardare altrove e non il sig. Corona, provare imbarazzo a guardare negli occhi quel contesto. Si ha paura di sembrare d'avere un linguaggio che se non è comune si può però reciprocamente decifrare. Ma io penso stiamo attenti: li abbiamo creati per non avere spento i riflettori, superbia o disprezzo non hanno alcuna giustificazione. Quei mondi sono questo terzo genere di mondo cafone di tutti, e l'inchiesta è stata solo il boccone di troppo che ha provocato il nostro pensoso rigetto.
Nel frattempo molte mamme preparano il pranzo, e mangiano, ingrassano, guardano belle coscette sottili, ma riempiono il piatto, e sperano che bastino sempre i soldini per farlo, nè capiscono più perchè essere madre è diventata per il mondo così poca cosa, mentre si dovevano vendere pochi etti di coscette o di petto, come pollastre, per non avere ancora schiavitù e paura, nel bisogno legittimo di lavoro e danaro.


Caterina Papalia


Nessun commento: